Habitat

VENERDI 26 OTTOBRE ORE 21:30

Il teatro di Rezza-Mastrella è autonomo, camaleontico fino allo spasimo, assurdo, tragico, irriverente, surreale, astratto e molto concreto allo stesso tempo.
Provano i loro spettacoli un anno e mezzo e non hanno sovvenzioni statali. L’habitat di Flavia Mastrella, che starebbe bene in uno dei padiglioni di una mostra d’arte contemporanea, è fatto di drappi, ganci, corde, veli; avvolge lo spettatore in una specie di ragnatela. Entra in scena il ragno: Antonio Rezza, che con il suo corpo longilineo ed inquietante, sperimenta sulla sua pelle tutte le possibilità espressive di questo habitat.
Si ride parecchio nei loro spettacoli, il riso isterico che ne scaturisce è uno sbotto tragico esistenziale e incontrollato. Si possono criticamente ritrovare nel loro lavoro elementi del teatro di Antonin Artaud e sull’assenza di senso, su quel singoalare borbottìo rezziano c’è uno slang, un rimando, che potremmo definire “beckettiano”.
Le fattezze, la mostruosità del loro teatro sono: energia, potenza, generosità. Il loro gioco, come la nostra esistenza, è un gioco al massacro senza soluzione di continuità. Qualcosa da vedere e da vivere fino in fondo.